Natura morta

Rome, Silent Nights, AOC F58, October 2001

Natura morta [Still Life] is a wall installation consisting of a large number of tealights arranged with the base resting on the wall surface. Inside, each tealight preserves the body of one or more moths, which have fallen into the wax because they were attracted by the light of the flame.

About Natura morta

 

This work marks a departure from the ways of making art that I had been practicing up to that point. It derives from a chance circumstance: the discovery, after a night party, of numerous tealights that had become insect graves. I was struck by the aesthetic quality of these miniatures. I later found that this aspect could be better captured through macro photography, and thus the Tealight series was born.

© Cristiano Berti

2024

Più un accadimento, un’immagine, una sequenza è di quelli speciali e memorabili, più veniamo distratti dal suo contenuto.

Un’immagine qualunque, ordinaria, trascurabile, insignificante, che proprio per questo si confonde con tutte le altre della nostra vita, possiede invece una forza di cattura particolare.  Ci trattiene in virtù della sua vacuità, della sua nudità e povertà. Con essa, a rigore, facciamo esperienza solo del fatto che – avendo poco o nulla da dire – passa alla svelta, che è transitoria, fugace.

Un’immagine generica come questa è segretamente imparentata con la natura temporale sì, ma istantanea delle cose.  L’anonimia è sorella gemella della caducità, del tempo che non dura.

Questa parentela, tuttavia, non è più un segreto. Essere “come una goccia di rugiada sulla punta di uno stelo d’erba quando sorge il sole” (come si è soliti pensare in Oriente) è piuttosto all’ordine del giorno: uno sciame di istanti è tutto ciò che ci resta da vedere.

Il valore di un’immagine non sta perciò nel dichiarare che tutto è effimero, o all’opposto nel farci credere di poter intrappolare l’istante, ma nel mostrarci ogni minimo fotogramma di realtà esclusivamente come una soglia, come un limite, un taglio o un filo; come il passaggio istantaneo tra due ordini differenti.

Riconoscere sé stessi e le cose unicamente sotto forma di istanti, nei punti di transito, di mutazione, di mezzo, significa privilegiare una zona dove tutto appare senza capo né coda, senza contorni, privo del sostegno delle inquadrature ordinarie, letteralmente sfigurata.  Questa condizione esige allora una diversa condotta mentale, affettiva, percettiva. Un nuovo ascetismo.

Perché non abbiamo scampo: o riusciremo ad apprezzare le cose come dei soffi, delle vibrazioni sonore, (e ad agire di conseguenza) o non avremo nulla di cui fare la conoscenza.

© Paulo Barone

«Il nuovo ascetismo», in Silent Nights, exhibition leaflet, Rome: AOCF 58, 2001

Details

Natura morta (2001): Installation

180 tealights, variable dimensions. Unique

Solo exhibitions

2001

Silent Nights, with a text by Paulo Barone, AOC F58, Rome, Italy

Sources

2002

Mulatero, Ivana, [exhibition review] Juliet Art Magazine (Trieste), Spray Italia, XXII, 106: February – March, pp. 77 – 78

 

2001

Barone, Paulo, «Il nuovo ascetismo», in Silent Nights, exhibition leaflet, Rome: AOCF 58